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Giovedì, 24 Settembre 2020

Cerchio

  • Categoria: Simbolismo
  • Pubblicato: Giovedì, 27 Agosto 2015 14:02
  • Scritto da SystemGVP
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Introduzione

Intuirono allora i pitagorici l'esistenza di un quinto fattore che chiamarono olkos, sostegno, che, in virtù della sua funzione armonizzatríce era

considerato il Principio rettore dell'universo intero. Da lui dipendeva il moto degli astri, il susseguirsi ordinato e costante delle stagioni, lo sviluppo delle quattro età dell'uomo, in una parola, il ciclo perenne della vita.

Questo concetto è simbolizzato dalla circonferenza, figura geometrica in cui non è dato distinguere il principio dalla fine. Di questa circonferenza, i quattro elementi sono i raggi; il centro, che è anche punto centrale della croce, è il punto dal quale i raggi si dipartono ma al qual peraltro convergono, simbolo quindi del Principio da cui tutto trae origine e cui tutto ritorna.

Il cerchio è il segno dell'Unità del principio e di quella del Cielo e, come tale, ne indica l'attività e i movimenti ciclici.

Il cerchio è un simbolo "UNIVERSALE", tutti i punti che formano il cerchio sono equidistanti dal suo centro, alle origini della civiltà indiana rappresentava il SOLE o la LUNA o la RUOTA. Intesa come simbolo del cerchio ciclico, antichissimi testi indiani, i "VEDA", ritenevano il CERCHIO un potente campo di ENERGIA psicofisica, una sorta di area sacra.

E' lo sviluppo del punto centrale, la sua manifestazione: tutti i punti della circonferenza si ritrovano al centro del cerchio, che è il loro principio e la loro fine scrive Proclo.

Secondo Plotino il centro è il padre del cerchio e secondo Angelus Silesius il punto ha contenuto il cerchio. Numerosi autori applicano questo stesso paragone del centro e del cerchio a Dio e alla Creazione. Il punto e il cerchio hanno delle proprietà simboliche comuni: perfezione, omogeneità, assenza di distinzione o di divisione. Il cerchio può anche rappresentare non più le perfezioni nascoste del punto primordiale, ma gli effetti creati; in altre parole, il mondo in quanto si distingue dal suo principio.

Il cerchio è la figura dei cicli celesti - soprattutto delle rivoluzioni planetarie - e del ciclo annuale raffigurato dallo Zodiaco.

E' caratteristico della tendenza espansiva ed è il segno dell'armonia; per questo le norme architettoniche sono spesso stabilite sulla divisione del cerchio.

Perché, il cielo si muove con un movimento circolare, chiede Plotino; perché, imita l'intelligenza è la sua risposta. Il simbolismo dello zodiaco si ritrova in altri irraggiamenti simili intorno al Centro solare: i dodici Aditya, i Cavalieri della Tavola Rotonda, il Consiglio circolare del Dalai Lama.

La forma primordiale non è tanto il cerchio quanto la sfera, rappresentazione dell'Uovo del Mondo, ma il cerchio è la coppa o la proiezione della sfera. Il Paradiso terrestre era circolare. Il passaggio dal quadrato al cerchio, ad esempio nel mandala, rappresenta il passaggio dalla cristallizzazione spaziale al nirvana, all'indeterminazione del principio, passaggio dalla Terra al Cielo, secondo la terminologia cinese.

Il movimento circolare è perfetto, immutabile, senza inizio né fine, né variazione; questo fa si che esso possa rappresentare il tempo, il quale, a sua volta, può essere definito come una successione continua e invariabile di istanti tutti identici gli uni agli altri. Il cerchio può rappresentare anche il cielo , dal movimento circolare e inalterabile.

A un altro livello interpretativo, il cielo stesso diventa simbolo, il simbolo del mondo spirituale, invisibile e trascendente, ma più direttamente, il cerchio simbolizza il cielo cosmico soprattutto nei suoi rapporti con la terra, In questo contesto, il cerchio rappresenta l'attività del cielo, il suo inserimento dinamico nel cosmo, la sua causalità, la sua esemplarità e il suo ruolo provvidenziale, in questo modo si ricollega ai simboli della divinità china sulla creazione, di cui produce, regola e ordina la vita.

Il simbolismo non è però sempre così semplice: l'immutabilità celeste trova la sua espressione anche nel quadrato e le mutazioni terrene nel cerchio , ed entrambi gli aspetti sono utilizzati nell'architettura indù tradizionale di cui si é potuto dire che si riassumeva nella trasformazione del cerchio in quadrato e del quadrato in cerchio.

Il Burckhardt (L'arte sacra in oriente ed occidente Ed. Rusconi Milano) osserva che per i popoli nomadi il Santuario per la divinità era concepito circolare, come la loro tenda od il nurago o il trullo.

Per delimitare il Santuario essi fissavano un bastone nel terreno e concepivano il bastone come asse del mondo ed ogni punto sella superfice terrestre era concepito corrispondente a tale asse. Con un filo legato al bastone ruotando formavano il cerchio, trasfigurazione del cielo e del cosmo.

 

Mondo Antico

Gli egiziani credevano che molto tempo prima della loro civiltà gli dei avessero stabilito il sistema dell'ordine cosmico e l'avessero trasferito sulla loro terra. Una razza di dei aveva governato l'Egitto per molti millenni prima di affidarlo alla loro linea mortale, eppure divina dei faraoni.

Qualcuno ora ipotizza che a ricordo di questo furono costruite le tre piramidi di Giza la cui disposizione e dimensione corrispondono alle stelle della cintura di Orione ( Al Nitak, Al Nilam, Al Mintaka); ovvero le costruirono sulla terra come una immagine di ciò che esisteva nel cielo.

Platone considerava il quadrato e il cerchio come assolutamente belli in sé; secondo il grande pensatore il quattro si riferisce alla materializzazione delle idee e il tre all'idea stessa: il secondo esprime le essenze e il primo i fenomeni, l'uno lo spirito e l'altro la materia.

Fin dalla più remota antichità, il cerchio è servito a indicare la totalità e la perfezione e a inglobare il tempo per misurarlo meglio; Nella Bassa Mesopotania lo zero è il numero perfetto, che esprime il tutto, e dunque l'universo; il cerchio diviso in gradi, rappresenta il tempo; i Babilonesi l'hanno utilizzato per misurarlo, l'hanno suddiviso in 360°e scomposto in sei segmenti di 60°, il suo nome (shar) indicava l'universo, il cosmo. La speculazione religiosa babilonese ne ha ricavato in seguito il concetto di tempo infinito, ciclico e universale che si è trasmesso nell'antichità ad esempio nell'epoca greca attraverso l'immagine del serpente che si morde coda (v. UROBOROS). Il sole e l'oro, immagini del sole, sono indicate con un cerchio. Nell'antichità il piano circolare è associato al culto del fuoco , degli eroi e della divinità. Il cerchio esprime l'eterno soffio della divinità, che agisce continuamente e in tutti i sensi Il tondo possiede un senso universale rappresentato dal globo e la sfericità, sia dell'universo che della testa dell'uomo, é indizio di perfezione. Platone rappresenta la psiche con una sfera e già presso i Babilonesi troviamo questo complesso cielo-terra espresso dal cerchio e dal quadrato : il quadrato inscrive un limite il cerchio esprime l'illimitato.

Jung ha mostrato che il simbolo del cerchio , è un'immagine archetipica della totalità della psiche, il simbolo del Sè, mentre il quadrato è il simbolo della materia terrena, del corpo e della realtà.

Nel mondo celtico , il cerchio ha una funzione e un valore magico. Cuchulainn incide un'iscrizione in lettere ogamiche su un cerchio di legno (fatto con un ramo ricurvo) per fermare l'esercito irlandese che invade l'Ulster. Il cerchio viene fissato a un pilastro e ingiunge, a chiunque legga l'iscrizione, di non oltrepassarlo senza accettare un singolar tenzone. Il cerchio simbolizza dunque un limite magico invalicabile. Il cerchio ha applicazioni religiose immediate: il grande idolo d'lrlanda, secondo i testi agiografici, è circondato da altre dodici pietre di minore grandezza disposte in cerchio.

I templi circolari gallo-romani sono inscritti in un quadrato e rappresentano le interrelazioni fra il cielo e la terra.

Vercingetorige, al momento della resa, descrisse a cavallo un gran cerchio intorno a Cesare, il simbolismo del cerchio é duplice, magico e celeste.

In un disegno di arte Vichinga della Norvegia si vede l'immagine pura dell'uomo spiritualizzato senza essere disincarnato.

Il cubo centrale, con i suoi quadrati le sue scacchiere, le sue squadre e i suoi punti, dà un'idea di questo mondo materiale e creato, limitato e inscritto nel tempo e nello spazio. L'ovale della testa, le curve delle arcate sopraccigliari, i salienti delle labbra e la mandorla degli occhi rappresentano il non-creato, la concentrazione , lo spirituale. La sovrapposizione dei due volumi indica le relazioni fra il cielo e la terra, fra il trascendente, e l'immanente, relazioni che tendono verso un'unione nell'uomo. Possiamo vedere in questo caso: l'immagine dinamica di una dialettica fra il celeste trascendente a cui l'uomo aspira naturalmente e il terrestre in cui si trova attualmente.(de Champeaux G.,Sterckx S., Introduction au monde des symboles,Parigi 1966)

 

Tradizione islamica

Nella tradizione islamica, la forma circolare è considerata come la più perfetta di tutte ed è per questo che i poeti dicono che il cerchio formato dalla bocca è la forma più bella in quanto è completamente rotonda.

Raccolto in se stesso, senza inizio ne fine, compiuto e perfetto, il cerchio è il segno dell'assoluto.

La danza circolare dei dervisci mawlaiyya (mevlevi), detti dervisci giranti, è ispirata a questo simbolismo cosmico: imitano il giro dei pianeti intorno al sole, il vortice di tutto ciò che si muove ma anche la ricerca di Dio, rappresentato dal sole. Il loro fondatore, il massimo poeta del Sufismo, ha celebrato questa circumambulazione dell'anima "ho girato, scrive, con i nove padri (i pianeti) in ogni cielo. Per anni ho girato insieme alle stelle"

Il neo-platonismo paragona Dio ad un cerchio, il cui centro è dappertutto e questo tema lo si trova anche nel Sufismo soprattutto nel Mathavi di Jalal Al-Din Rumi, nel Roseto dei Segreti di Mahmud Shabastarid. Rumì contrappone la circonferenza materiale del mondo fenomenico al Cerchio dell'Essere assoluto, affermando inoltre che, se si aprisse un granello di polvere vi troveremmo un sole e dei pianeti che girano intorno.

Anche il Trono di Dio è rappresentato con una base circolare: è l'orizzonte supremo, Khatt al-istima, di cui Maometto ha fatto il giro nel Mi'raj in due gettate d'arco. L'estasi maomettana è consistita dunque nel fare il giro dell'inaccessibilità di Dio

 

Tradizione cristiana

Nell'iconografia cristiana, il motivo del cerchio rappresenta l'eternità; tre cerchi saldati evocano la Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme voleva evocare la grande volta dell'universo che l'uomo rappresenta con la sua calotta cranica. Onorio d'Autun riprende questa duplice divisione parlando di chiesa a croce e di chiesa tonda, usando tanto la terminologia usuale che il senso simbolico implicito.

Se la chiesa nel suo insieme ha la forma di una croce latina, come avviene il più delle volte, conviene notare che tale croce può essere ottenuta sviluppando un cubo le cui facce siano stese sul piano di base; la faccia di base, che rimane nella posizione iniziale, corrisponde alla parte centrale sopra cui s'innalza la cupola.

Secondo il Burckhardt per i Padri della Chiesa l'edificio sacro rappresenta innanzitutto il Cristo, come divinità manifestata sulla terra; al medesimo tempo rappresenta l'Universo costituito da sostanze visibili ed invisibili, infine l'uomo e le sue diverse parti.

La chiesa non è più il punto di partenza dell'evoluzione spirituale, ma ne rappresenta il punto finale supremo.

La chiesa romanica presenta l'immagine dell'uomo ma offre prima di tutto il simbolo del1'uomo perfetto, cioè di Gesù Cristo, il cui nome in ebraico significa anche uomo. Il Verbo, facendosi uomo, assume proporzioni umane, con l'lncarnazione unisce la propria divinità all'umanità, collega il cielo alla terra e mette nel cerchio una forma di quadrato che corrisponde alla forma dell'uomo o - meglio ancora- iscrive il quadrato nel cerchio della divinità, rafforzando così ( poiché il quadrato è simbolo di potenza) il suo significato, come si riscontra, per esempio, nella visione di Daniele, delle quattro bestie e dei quattro regni ( Daniele VII, 1-28 ).

Con la Redenzione, Cristo fa esplodere il quadrato e lo spezza, perché è un re spodestato, e del quadrato non resta altro che la croce: in questo modo, Cristo pone la propria natura umana in seno alla natura divina e l'uomo quadrato, tramite l'Incarnazione, si inserisce egli stesso nel cerchio. In altri termini, l'umanità è collegata alla divinità, come il tempo all'eternità, il visibile all'invisibile e il terrestre al celeste.

 

Estremo oriente e India

Il cerchio e il quadrato sono per eccellenza in Cina la manifestazione tangibile del cielo e della terra, ed insieme con l'uomo sono gli elementi che fanno parte della concezione dei tre poteri; il cielo che ricopre e produce, la terra che sorregge ed alimenta, l'uomo dotato della facoltà di pensare e provvisto di una volontà cosciente.

Fu-Shi fu il primo mitico sovrano cinese, a lui vengono attribuite l'invenzione della scrittura, della musica e dello strumento con cui Yu il grande misurò il mondo; Nu-Kua era considerata la divinità creatrice del genere umano, fu sposa di Fu-Shi col quale viene spesso raffigurata uniti dalle loro code di drago intrecciate. L'attributo di Fu-Shi è il compasso simbolo celeste e quindi yang o maschile, mentre la squadra simbolo terrestre e quindi yin o femminile appartiene a Nu-Kua, ma quando sono insieme è la dea che tiene in mano il compasso mentre l'imperatore la squadra.

Lieh tzù, tra il 570 a.C. e il 490 a.C. filosofo cinese presunto fondatore del taoismo, racconta che quando il cielo azzurro fu completato, i quattro punti cardinali fissati al loro posto, le acque straripanti che inondavano il paese di Ki bloccate, gli animali malefici morti, il popolo pacifico poté sopravvivere ed Nu-Kua riusci a puntellare il paese quadrato e ad abbracciare il cielo rotondo ... allora tutto fu tranquillo, tutto divenne perfettamente calmo.

La figura del cerchio simbolizza anche i diversi significati della parola: un primo cerchio ne simbolizza il significato letterale, un secondo cerchio il significato allegorico e un terzo cerchio quello mistico.

Il Tawhid, scienza della testimonianza che Dio è Uno, è rappresentato da Al Hallaj con una figura composta da tre cerchi concentrici: il primo cerchio comprende le azioni (di Dio), il secondo e il terzo le loro tracce, e conseguenze sono i due cerchi concentrici del creato . Il punto centrale simbolizza il Tawhid, la scienza, ma si tratta, in fondo, di una scienza della non-scienza di un sapere di non sapere.

Secondo i testi dei filosofi e dei teologi, il cerchio può simbolizzare la divinità considerata non soltanto nella sua immutabilità ma anche nella sua bontà diffusa come origine, sussistenza e consumazione di tutte le cose; secondo la tradizione cristiana, come l'alfa e l'omega.

Lo Pseudo Dionigi l'Areopagita è riuscito a descrivere, in termini filosofici, e mistici, i rapporti intercorrenti tra l'essere creato e la sua causa, grazie al simbolismo del centro e dei cerchi concentrici: allontanandosi dall'unità centrale tutto si divide e si moltiplica. Invece al centro del cerchio tutti i raggi coesistono in un'unica unità e un solo punto contiene in sé tutte le linee rette unitariamente unificate le une in rapporto alle altre e tutte insieme in rapporto al principio unico dal quale tutte derivano. Nel centro la loro unità è Perfetta; allontanandosene un poco cominciano a distinguersi e più se né separano più se né distinguono. In breve nella misura in cui sono più vicine al centro la loro unione reciproca, è più intima e nella misura in cui sono più distanti aumentala la differenza tra di esse.

Nel buddismo Zen troviamo spesso disegni di cerchi concentrici, che rappresentano l'ultima tappa del perfezionamento interiore, l'acquisizione dell'armonia dello spirito.

I cerchi concentrici rappresentano gradi di essere, le gerarchie create e costituiscono la manifestazione universale dell'Essere unico e non-manifestato, in tutto questo, il cerchio è considerato nella sua totalità indivisa. .

 

Amuleti

In quanto forma avvolgente, quasi un circuito chiuso, il cerchio è un simbolo di protezione e per questo è spesso usato, in magia, come cordone di difesa intorno alle città , ai templi e alle tombe, per impedire ai nemici, alle anime vaganti e ai demoni di penetrarvi; anche i lottatori tracciavano un cerchio intorno al loro corpo prima di iniziare a combattere.

Il cerchio protettore prende, per l'individuo, la forma dell'anello, del braccialetto, della collana, della cintura o della corona.

L'anello-talismano, l'anello-amuleto o il cerchio magico-pentacolo che portiamo al dito, sono stati usati in tutta l'antichità e da tutti i popoli; si ricollegano infatti alla protezione immediata dell'operatore nei punti più sensibili: le dita della mano, strumenti naturali di emissione e di ricezione del fluido magico, e dunque molto vulnerabili.

Questi cerchi non erano soltanto acconciature, ma anche stabilizzatori per mantenere la coesione fra l'anima e il corpo. Questo simbolismo spiega probabilmente perché i guerrieri antichi portavano un così gran numero di braccialetti, forse ne ricevevano da tutte le persone che si auguravano di rivederli tornare in buono stato, con l'anima debitamente legata al corpo.

Questo stesso valore del simbolo spiega perché anelli e braccialetti vengono tolti o proibiti a coloro la cui anima deve uscire dal corpo, per esempio i defunti, o innalzarsi verso la divinità, per esempio i mistici, anche se in questo ultimo caso può essere presente anche un altro aspetto simbolico, in quanto l'anello indica , fra l'altro , una dedizione e un dono del se volontario e irrevocabile (per questo motivo alcuni religiosi portano la fede).

In ogni caso, quando più valori simbolici si trovano in conflitto, privilegiarne uno significa aumentarne l'importanza ma non per questo cessa di esistere e di esercitare la sua influenza o il valore posti in secondo piano.

 

Ruota e Tempo

Il quadrato è la figura di base dello spazio, mentre il cerchio, particolarmente la spirale, è il simbolo del tempo: la ruota gira;

l'eternità è rappresentata dal cerchio che, dopo aver scandito l'arco dell'anno, ha misurato il tempo, poi l'eternità e infine ha significato l'infinito.

Dal cerchio e dall'idea del tempo è nata la rappresentazione della ruota, che ne deriva e che suggerisce l'immagine del cielo corrispondente all'idea di un periodo di tempo (etimologicamente, l'ebraico collega la torre, che è circolare, alla radice girare, e la generazione umana alla radice muoversi in tondo) . Il simbolismo del cerchio comprende il simbolismo dell'eternità o dei perpetui ricominciamenti. Anche presso gli lndiani dell'America del Nord, il cerchio è il simbolo del tempo, perché il tempo diurno , il tempo notturno e le fasi della luna sono cerchi posti sopra il mondo, e il tempo dell'anno è un cerchio intorno al bordo del mondo (Racconto di Capo Spada Sciamano Dakota).

La volta vorticosa dei cieli e la Ruota del cielo sono espressioni correnti nella letteratura persiana e implicano l'idea di destino.Omar Khayyam scrive: poiché la Ruota del cielo non ha mai girato secondo il volere di un saggio, cosa importa contare sette o otto cieli?

Nel Rg Veda si parla di tre ruote: i brahmani sono in grado di vedere le prime due, quelle del sole che probabilmente rappresentano il mondo terreno e quello celeste. La terza, che è accessibile solo a quanti hanno penetrato le verità più profonde, è forse il simbolo della sorgente di ogni cosa, dell'ordine cosmico stesso