Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando su qualunque elemento della pagina acconsenti all'uso dei cookie.

Giovedì, 24 Settembre 2020

Quadrato

  • Categoria: Simbolismo
  • Pubblicato: Giovedì, 27 Agosto 2015 14:04
  • Scritto da SystemGVP
  • Visite: 2275

Introduzione

Il quadrato è il simbolo della terra, in opposizione al cielo, ma è anche, ad un altro livello, il simbolo dell'universo creato, terra e cielo, in

opposizione al non-creato e al creatore; è l'antitesi del trascendente. Il quadrato è una figura antidinamica, ancorata sui quattro lati, rappresenta l'arresto o l'istante isolato. Il quadrato implica un'idea di stagnazione e di solidificazione, oppure di stabilizzazione . Mentre il movimento scorrevole è circolare e rotondo, l'arresto e la stabilità sono associati a figure angolose, con linee dure e a sbalzi.

Per gli alchimisti e gli ermetisti il quadrato, sormontato dalla croce simboleggiava la pietra filosofale.

Abù Ya'qub dice della tetrade, numero del quadrato, che è il numero più perfetto : il numero dell'intelligenza e il numero delle consonanti del Nome divino ('llh).

La simbologia del quadrato e quella del numero quattro sono spesso associate. Gli Ebrei facevano del Tetragramma il Nome impronunciabile della Divinità (Jhwh). I Pitagorici facevano della tetraktys (e anche del quadrato di quattro, cioè sedici) la base della loro dottrina.

René Guenon ( Simboli della scienza sacra, edizione Adelphi Milano) riferendosi alla Tetractys Pitagorica osserva che il quadrato è sempre dovunque considerato il numero della Manifestazione Universale nel concetto del Quadrato Perfetto; la formula Pitagorica 1+2+3+4=10 è la circolatura del quadrante e l'inverso 10=1+2+3+4 esprime numericamente la divisione quaternaria del cerchio, cioè il problema ermetico della Quadratura del Cerchio concepibile come massima perfezione umana.

Giordano Bruno nel De Monade scrive " per monadem, diadem, triadem decas exit. Et tetrade est primum solidi natua reperta. Primus pariter quadrangulus est par, justitiaeque typus. Et quamquam ipse Deus triades numero impare gaudet. Per tetradem cunctis tamem ipsum se explicat alte ". ( appendice N )

Il numero quattro è dunque , in certo modo , il numero della perfezione divina; più in generale , è il numero dello sviluppo completo della manifestazione, il simbolo del mondo stabilizzato.

Questo sviluppo si effettua, partendo dal centro immobile, secondo la croce nelle direzioni cardinali che, nel quadrato, è l'espressione dinamica del quattro.

La manifestazione solidificata viene espressa dal solo quadrato, il cui sviluppo va di pari passo a quello delle civiltà sedentarie. Il cerchio simbolo dell'animazione, è d'altra parte la forma abituale dei santuari presso i popoli nomadi, mentre il quadrato è la forma dei templi presso i popoli stanziali.

Il cubo, ancora più del quadrato, è il simbolo della solidificazione e dell'arresto dello sviluppo ciclico perché, determina e fissa lo spazio nelle sue tre dimensioni. Corrisponde all'elemento minerale, al polo sostanziale della manifestazione. La pietra cubica del simbolismo massonico implica il concetto di compimento e di perfezione. Il concetto di base di fondamento o di stabilità non è estraneo neppure al simbolismo, della Ka'ba della Mecca che è una pietra cubica.

Le età del mondo, la vita umana e i mesi lunari sono ritmati sul numero quattro, mentre le quattro fasi del movimento ciclico vengono espresse dal cerchio; la divisione con la croce di due diametri perpendicolari è la vera quadratura del cerchio. Parliamo del simbolo cristiano del gammadion , (in pratica, un quadrato che racchiude una croce) che è la sintesi di due aspetti del numero quattro: la croce raffigura Cristo circondato dai quattro Evangelisti, o dai quattro animali che ne sono emblemi.

 

Mondo Antico

Platone considerava il quadrato e il cerchio come assolutamente belli in sé; secondo il grande pensatore il quattro si riferisce alla materializzazione delle idee e il tre all'idea stessa: il secondo esprime le essenze e il primo i fenomeni, l'uno lo spirito e l'altro la materia.

Secondo Plutarco, i pitagorici affermavano che il quadrato riuniva la potenza di Rhea, di Afrodite, di Demetra, di Hestia e di Hera.

Commentando questo passo, Mario Meunier precisa: "Il quadrato significa che Rhea, la madre degli dei, la fonte della durata, si manifestava attraverso le modificazioni dei quattro elementi simbolizzati da Afrodite, che era l'acqua generatrice, da Hestia, che era il fuoco, da Demetra che era la terra e da Hera che era l'aria".

Il quadrato rappresenterà la sintesi degli elementi.

Dai quattro elementi di Democrito passiamo alla sfinge tetramorfa, ai quattro animali sistemati intorno al trono nell'Apocalisse di San Giovanni, alla carta dei tarocchi che raffigura il mondo, alla profezia di Ezechiele, ai quattro evangelisti e alla loro raffigurazione nella chiesa superiore di San Francesco in Assise, e a gran parte della iconografia cristiana; possiamo, quindi, fare questi accostamenti:

  • Terra - Toro - San Luca - Lavoro - Resistenza - Tacere
  • Acqua - Uomo - San Matteo - Vita - Luce - Sapere
  • Fuoco - Leone - San Marco - Azione - Forza - Volere
  • Aria - Aquila - San Giovanni - Intelligenza - Spirito - Osare

Molti spazi sacri hanno una forma quadrangolare: altari, templi, città ed accampamenti militari. La forma quadrangolare viene adottata per delimitare numerosi luoghi come la piazza pubblica di Atene. Spesso questo quadrato è inscritto in un cerchio, sommità di una collina rotonda, come per gli accampamenti e per i templi oppure in fondo a un cerchio di colline, come per Roma.

Secondo la versione di Plutarco sulla fondazione di Roma essa venne insegnata a Romolo dagli Etruschi come nei misteri. Si scavò dapprima una fossa rotonda, dove vennero gettate le offerte e che ricevette il nome di mund (cioè cosmo). Il mundus era considerato il centro che collega la città al mondo degli spiriti, cosi come il cordone ombelicale collega il bambino alla madre.

La città aveva una forma circolare , anche se Roma viene chiamata dagli antichi urbs quadrata e Plutarco stesso la chiama Roma quadrata, affermando inoltre che essa era al tempo stesso un cerchio e un quadrato. Secondo una teoria la parola quadrata significa quadripartita, cioè la città circolare era divisa in quattro parti da due arterie, il cui punto di intersezione coincideva con il mundus. Nella lingua dell'antico Egitto l'ideogramma che veniva usato per la parola città era un cerchio con due strade che si incrociavano disegnate all'interno.

(Egyptian Grammar by Sir Alan Gardiner printed at Oxford University)

Va ricordato anche che nell'Oriente antico, presso i Babilonesi, il quadrato veniva usato per indicare il totale di un conto ed esprimeva l'idea di riunire entro un limite, corrispondendo così a un limite terrestre. Esso sembra un simbolo meno antico del cerchio e forse ne è una derivazione, in ogni modo cerchio e quadrato esprimono un totale, ma il quadrato serve anche ad esprimere un'idea di limite.

Secondo Jung il simbolo del quadrato è il simbolo della materia terrena, del corpo e della realtà.

In un disegno di arte Vichinga della Norvegia si vede l'immagine pura dell'uomo spiritualizzato senza essere disincarnato.

Il cubo centrale, con i suoi quadrati le sue scacchiere, le sue squadre e i suoi punti, dà un'idea di questo mondo materiale e creato, limitato e inscritto nel tempo e nello spazio. L'ovale della testa, le curve delle arcate sopraccigliari, i salienti delle labbra e la mandorla degli occhi rappresentano il non-creato, la concentrazione , lo spirituale. La sovrapposizione dei due volumi indica le relazioni fra il cielo e la terra, fra il trascendente, e l'immanente, relazioni che tendono verso un'unione nell'uomo. Possiamo vedere in questo caso: l'immagine dinamica di una dialettica fra il celeste trascendente a cui l'uomo aspira naturalmente e il terrestre in cui si trova attualmente.

(de Champeaux G.,Sterckx S., Introduction au monde des symboles,Parigi 1966)

 

Tradizione islamica

Nella tradizione islamica, il quadrato e la tetrade occupano un posto ugualmente importante. Il simbolo supremo dell'Islam è la Ka'ba, un blocco quadrato; esso esprime il numero quattro, che è il numero della stabilità.

Se si rappresenta l'Islam come un edificio, possiamo dire che il tetto è il riconoscimento dell'unicità di Dio, mentre i quattro pilastri sono la preghiera rituale, la tassa, il digiuno annuale e il pellegrinaggio alla casa di Dio. Alla Mecca, il cubo nero della Ka'ba si erge in uno spazio circolare bianco, e la processione dei pellegrini, rito fondamentale del Pellegrinaggio, è essenzialmente costituito da dei giri intorno al quadrilatero e traccia, intorno al cubo nero, un cerchio di preghiera ininterrotta. Anche in occasione di una nascita c'è l'usanza di compiere il giro dei mausolei dei santi, delle moschee o del luogo dove si è svolto un sacrificio.

Il concetto di unicità monolitica è quindi simbolizzato dalla Ka'ba; in origine questa parola significava tanto essere quadrato che essere tondo; è significativo che anche la sua forma si presti a questo duplice significato , perché una parte è cubica e l'altra semisferica.

La Ka'ba ha quattro linee che vanno dal centro ai quattro angoli; è orientata sull'asse di quattro punti cardinali; i quattro ango1i della Ka'ba hanno nomi distinti. Un manoscritto arabo mostra la Pietra Nera della Ka'ba portata nel santuario da quattro capitribù posti ai quattro angoli di un tappeto. D'altronde, molto prima dell'Islam, la Mecca si chiamava Madre delle Città. Nella letteratura popolare viene chiamata anche ombelico della terra, come l'omphalos di Delfi. Ibn Al' Arabi osserva che la Ka'ba costituisce l'equivalente sulla terra del Trono di Dio, intorno al quale girano gli angeli (Corano, 29, 75). Il cuore dell'uomo, dice questo autore, è la casa di Dio, più nobile, e più importante della Ka'ba stessa. Il cuore degli uomini ordinari è quadrato, perché essi hanno quattro possibilità d'ispirazione: divina, angelica, umana e diabolica; il cuore dei profeti ha invece soltanto tre lati, perché essi sono estranei a ogni tentazione diabolica. Analogamente la Ka'ba, che ha apparentemente quattro lati, in realtà ne ha soltanto tre, se si tiene conto della parte semicircolare che sta di fronte a un lato.

Anche la casa araba è quadrata , come la qubbah, il mausoleo a cupola innalzato sulla tomba dei santi musulmani. Il mausoleo cubico rappresenta la terra o il corpo , con i suoi quattro elementi, e la cupola il cielo o lo spirito.

Per l'architettura islamica, il problema consisteva nel passare dal quadrato al cerchio, dato che il luogo di riunione dei fedeli è una sala quadrata, ma solo una cupola è degna di rappresentare l'incommensurabile grandezza divina. Ritroviamo dunque ai due livelli, architettonico e rituale, la congiunzione quadrato cerchio che era già implicita nell'etimologia.

 

Tradizione cristiana

Anche nella tradizione cristiana il quadrato, data l'uguaglianza dei suoi quattro lati, rappresenta il cosmo; i suoi quattro pilastri d'angolo indicano i quattro elementi. Il cerchio e il quadrato rappresentano i due aspetti fondamentali di Dio: l'unità è la manifestazione divina. Il cerchio esprime il celeste, il quadrato il terrestre , non in quanto opposto al celeste ma in quanto creato; nei rapporti fra il cerchio e il quadrato esiste una distinzione e una conciliazione: il cerchio sarà per il quadrato ciò che il cielo è per la terra e l'eternità per il tempo, ma il quadrato si inscrive in un cerchio vale a dire la terra è dipendente dal cielo. Il quadrato non è altro che la perfezione della sfera su un piano terrestre. Per i cristiani il Cristo rappresenta l'umanità, egli verrà considerato come l'uomo quadrato per eccellenza. Da ciò non solo derivò la costruzione delle chiese ad quadratum ma anche l'uso di porre nelle chiese la Pietra Angolare come simbolo di Cristo Gesù, come si legge nella lettera di S.Paolo agli Efesini ( ... Pietra maestra angolare essendo lo stesso Cristo Gesù sopra di cui l'edificio tutto insieme connesso si innalza in tempio santo del Signore ... capitolo II,20)

A tale riguardo Marie Madeleine Davy nel suo libro sul simbolismo mediovale scrive che Villard de Honnecourt, architetto che nel XIII secolo compose una raccolta di numerosi disegni stilizzati, ci dà la pianta di una chiesa cistercense del XII secolo, tracciata ad quadratum.

Questa pianta presenta delle analogie con le misure del Microcosmo, cioè dell'uomo, secondo Santa Ildegarda. L'uomo di Santa Ildegarda, con i piedi uniti e le braccia tese, ha cinque misure uguali nel senso della larghezza e della lunghezza; le dimensioni dettagliate nel senso della lunghezza e della larghezza vengono rappresentate da quadrati. Una chiesa, ad quadratum si inscrive in un rettangolo; la sua lunghezza si compone di tre quadrati e la sua larghezza di due quadrati di uguale misura.

La pianta della chiesa cistercense ha 12 misure uguali nel senso della lunghezza e otto nel senso della larghezza, cioè si ha il rapporto dodici ottavi che è uguale a tre mezzi.

Le chiese quadrate sono numerose in Gran Bretagna, come la cattedrale di Oxford, la chiesa di Ramsey o di Saint Cross, le chiese cistercensi in Gran Bretagna sono tutte quadrate, il tempio del Graal è quadrato.

In Germania la maggior parte delle chiese con abside quadrata derivano dalla chiesa cistercense di Morimond; in Francia le chiese quadrate sono cistercensi e hanno capocroci piatti, fiancheggiati da quattro, sei o otto cappelle quadrate; i deambulatori sono rettangolari. Così a Fontenay secondogenita di Chiaravalle e fondata da san Bernardo nel 1118, si aprono sul transetto delle cappelle quadrate o rettangolari; analogamente a Pontigny (1114), a Noirlac (1136) e a Escale-Dieu (1142), che riproduce la pianta di Fontenay.

La cattedrale di Laon presenta un capocroce quadrato; il coro della chiesa di Brinay è rettangolare . In tutte le chiese primitive cistercensi il capocroce è quadrato, ma nelle chiese costruite alla fine del XII e nel XIII secolo, l'abside diventa poligonale. Da notare che la chiesa di San Vincenzo ed Anastasio, vicino a San Paolo delle Tre Fontane a Roma, fu donata a San Bernardo nel 1140 e, molto probabilmente, ricostruita a quell'epoca con un capocroce quadrato. E' tutta una spiritualità che si inscrive simbolicamente in queste forme quadrate della stabilità, di una stabilità da interiorizzare.

Nella Guida dei Pellegrini a San Giacomo di Compostella l'autore paragona la chiesa a un organismo umano, in cui la navata maggiore è simile a un corpo di cui i transetti costituiscono le braccia; le dimensioni vengono calcolate in funzione delle misure umane. L'uomo quadrato, con le braccia tese ed i piedi giunti, indica i quattro punti cardinali e in essi troviamo riuniti il significato della croce e delle quattro dimensioni che esso implica. Gli autori medievali, che amano i paragoni, ricollegano all'uomo quadrato i quattro vangeli, i quattro fiumi del Paradiso. Thierry di Chartres dice che l'unità è alla base stessa del quadrato, perché viene ripetuta quattro volte.

Secondo Denys le Chartreux (Dionisio il Certosino) il quadrato va esaminato nel suo aspetto allegorico: i corpi quadrati, a suo parere non sono destinati alla rotazione come i corpi sferici, e del resto, il quadrato presenta un carattere stabile. Nel Medioevo vengono costruite città quadrate: Sainte-Foy, Montpazier ecc.

Nella composizione architettonica è importante mantenere la simmetria e la proporzione. La chiesa romanica si ispira al Tempio che, secondo la tradizione, rappresenta nelle sue proporzioni il tempio dell'uomo e le sue dimensioni possono inscriversi in un quadrato. La chiesa romanica non è solamente ad quadratum, secondo la pianta della chiesa cistercense pubblicata nell'album di Villard de Honnecourt, a volte è tonda e, in questo caso, ci troviamo di fronte a un altro simbolo: passiamo infatti dallo spazio-tempo al cielo dell'eternità.

Secondo il Burckhardt per i Padri della Chiesa l'edificio sacro rappresenta innanzitutto il Cristo, come divinità manifestata sulla terra; al medesimo tempo rappresenta l'Universo costituito da sostanze visibili ed invisibili, infine l'uomo e le sue diverse parti.

La chiesa non è più il punto di partenza dell'evoluzione spirituale, ma ne rappresenta il punto finale supremo.

La chiesa romanica presenta l'immagine dell'uomo ma offre prima di tutto il simbolo del1'uomo perfetto, cioè di Gesù Cristo, il cui nome in ebraico significa anche uomo. Il Verbo, facendosi uomo, assume proporzioni umane, con l'lncarnazione unisce la propria divinità all'umanità, collega il cielo alla terra e mette nel cerchio una forma di quadrato che corrisponde alla forma dell'uomo o - meglio ancora- iscrive il quadrato nel cerchio della divinità, rafforzando così ( poiché il quadrato è simbolo di potenza) il suo significato, come si riscontra, per esempio, nella visione di Daniele, delle quattro bestie e dei quattro regni ( Daniele VII, 1-28 ).

Con la Redenzione, Cristo fa esplodere il quadrato e lo spezza, perché è un re spodestato, e del quadrato non resta altro che la croce: in questo modo, Cristo pone la propria natura umana in seno alla natura divina e l'uomo quadrato, tramite l'Incarnazione, si inserisce egli stesso nel cerchio. In altri termini, l'umanità è collegata alla divinità, come il tempo all'eternità, il visibile all'invisibile e il terrestre al celeste.

 

Estremo oriente e India

La terra, misurata dai suoi quattro orizzonti è quadrata, è divisa nelle quattro regioni, occupate da quattro caste, dalle quattro braccia o dalle quattro facce della Divinità: le quattro braccia di Vishnu, e di Shiva o di Ganesha; ad Angkor, la divisione è operata dalle quattro facce del Tumburu, ma ancora più chiaramente dal Bayon (tempio khmer del XII secolo, al centro della cinta muraria di Angkor Thom). Il tempio è sempre costruito a immagine dell'uomo: come il tempio cristiano deriva dalla quadratura secondo le assi cardinali introdotte in un cerchio, la pianta del tempio indù presentata nel Vastu Purusha-mandala è anch'essa una figura quadrata che esprime la divisione per quattro di un grande cerchio che rappresenta il ciclo solare .Se il Cielo è generalmente rotondo e la Terra quadrata, il cambiamento di prospettiva permette a volte di invertire le corrispondenze simboliche. Se, ad esempio, nella costruzione del tempio indù, il quadrato è fissazione, cristallizzazione dei cicli celesti, può all'inverso significare l'immutabilità del principio in rapporto al movimento circolare della manifestazione; poi nella costruzione dell'altare vedico, che è un cubo cosmico, si ritorna al concetto primitivo.

Lo stesso simbolismo cosmico del quadrato si ritrova in Corea, nel Vietnam e soprattutto in Cambogia, non soltanto nella pianta dei templi o della capitaIe Angkor , ma anche nella disposizione del regno, che un tempo era diviso in quattro regioni amministrative cardinali.

Il cerchio e il quadrato sono per eccellenza in Cina la manifestazione tangibile del cielo e della terra, ed insieme con l'uomo sono gli elementi che fanno parte della concezione dei tre poteri; il cielo che ricopre e produce, la terra che sorregge ed alimenta, l'uomo dotato della facoltà di pensare e provvisto di una volontà cosciente.

Presso i cinesi la forma quadrata della Terra è un'idea molto antica, lo spazio è quadrato ed ogni oriente è dominato da una montagna cardinale, esso è definito dalle quattro dimensioni yang, parola che significa anche quadrato. Lo spazio quadrato si divide in province quadrate, conformemente al quadrato magico di Yu il Grande e anche secondo il Chou-li in campi quadrati. La città, centro dello spazio, è quadrata con quattro porte cardinali; i vassalli vi sono ricevuti alle quattro porte e si raccolgono in quadrato se si tratta di ristabilire il giusto ordine del mondo.

Per numerare i giorni i cinesi si servivano della combinazione di caratteri particolari, si tratta dei dieci tronchi celesti e dei dodici rami terrestri; Marcel Granet ha notato che i primi erano disposti a quadrato, mentre i secondi erano disposti in cerchio, cosa che ricorda lo scambio di attributi di Fu-Shi e di Nu-Kua.

Lieh tzù, tra il 570 a.C. e il 490 a.C. filosofo cinese presunto fondatore del taoismo, racconta che quando il cielo azzurro fu completato, i quattro punti cardinali fissati al loro posto, le acque straripanti che inondavano il paese di Ki bloccate, gli animali malefici morti, il popolo pacifico poté sopravvivere ed Nu-Kua riusci a puntellare il paese quadrato e ad abbracciare il cielo rotondo ... allora tutto fu tranquillo, tutto divenne perfettamente calmo.

 

Quadrati magici

Esiste anche una ricchissima tradizione di quadrati magici, poiché il quadrato evoca, con i suoi stretti limiti, il senso del segreto e del potere occulto.

"Tra i simboli segreti, legati all'Occultismo, - scrive M.A. Barbareschi Fino (astrologia, Edizioni R.D . Milano, 1980) - non possiamo dimenticare i quadrati magici, che sono i documenti più occulti che esistono e resistono ai lavori di interpretazione, per cui furono definiti di carattere esoterico. Il quadrato magico, con i segni, i numeri, le parole che racchiude, supera in molti casi, per il suo ermetismo, anche i documenti redatti con molta intelligenza allo scopo di confondere le idee".

Uno dei più antichi quadrati magici si trova nell'abbazia di Saint Germain des Pres e risale a prima del Mille a.C.

Il quadrato magico è un mezzo per captare e mobilitare virtualmente un potere, racchiudendolo nella rappresentazione simbolica del nome o della cifra di colui che detiene naturalmente questo potere. Il quadrato magico nella sua più semplice forma è composto da nove caselle, il totale di ogni lato è uguale a 15 e le nove prime cifre sono tutte presenti.

Un particolare quadrato magico, di cui abbiamo una testimonianza in Plinio, è costituito da cinque lettere disposte in cinque linee, in modo tale da poter essere lette da sinistra a destra o da destra a sinistra e, verticalmente, dall'alto in basso o dal basso in alto, senza che l'ordine, la natura delle parole e il senso vengano modificati. Secondo alcuni è possibile che questo quadrato sia, invece, di origine celtica.

Le parole sono Sator Arepo Tenet Opera Rotas e questa frase latina inscritta in un quadrato di 5 è stata interpretata nei modi più vari dagli alchimisti e dagli esoteristi.

Il senso probabile è " il seminatore Areppo regge con fatica le ruote ". Le diagonali sono formate o da sole consonanti o da sole vocali; le prime lettere di ogni parola formano la prima parola, le seconde la seconda e così via, né cambia se la lettura avviene dal fondo o dall'inizio.

Al centro del quadrato il verbo tenet forma una croce che inizia e termina con una T attorniata dall'alfa e dall'omega. Esso è, quindi, strettamente collegato con il culto della croce; a questo proposito il Carcopino cita il passo di uno scrittore del secolo XVI (Cardon, Rerum varietade) che racconta di un cittadino di Lione guarito dalla pazzia consumando un pasto mistico, tre croste di pane ciascuna con il disegno del quadrato, e intervallando con la recita di cinque Pater Noster in ricordo delle cinque piaghe di Cristo e dei cinque chiodi della Croce"."

Al quadrato magico si attribuisce un potere aprotropaico, ed è presumibile che, qualunque debba essere il suo significato, ad un certo punto le cinque parole possano essere sentite come altrettanti segni cabalistici. Lo proverebbe la strana forma in cui il palindromo ci è stato di recente restituito dagli scavi effettuati in Etiopia : Sador Alador Danet Adera Rodas.